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vulvia
Vivere in incognito, come Dio. Gesualdo Bufalino [(Anna Esposito)]
DIARI
27 novembre 2009
Varie & eventuali. La tristezza passerà domattina


Preparo la relazione per un importante evento congressuale, la plasmo con le mie manine laboriose con cura e amore ricerco tutto quanto possa giovarle e renderla radiosa. Tutto è pronto, tutto tace. La somma autorità mi benedice dall'alto per l'operato e mi fa i complimenti.

Eppur giunge un messo virtuale che quasi all'indomani del fatidico giorno s'avanza beffardo e annunzia che il titolo dell'intervento è stato cambiato, ci fu un errore di comunicazione. Tutto da rifare. Tutto da capo. La fatica valse a nulla. Riscriverò. Ricomincerò. Sfiderò il tempo e lo spazio. Ora è questione di principio.



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CULTURA
27 novembre 2009
Un po' d'oro nel fango

Mi dicevo anche: vivere è un'altra cosa
da quest'oblio del tempo che passa,
non le stragi dell'amore e dell'usura -
dal mattino alla notte le facciamo:

fondere il mare, fendere il cielo, la terra,
volta per volta uccello, pesce, talpa, infine:
giocando a mescolare l'aria, l'acqua, i frutti
e la polvere; agendo come, bruciando per,

andando verso, a raccogliere cosa? Il verme
nella mela, tra le messi il vento, tanto tutto
sempre ricade, tanto tutto ricomincia e niente
mai è uguale a quello che era, né meglio né peggio,

e non cessa di ripetere: vivere è un'altra cosa.

Guy  Goffette, I canti del pescatore d'acqua, 2006




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POLITICA
25 novembre 2009
La giustizia farà il suo corso, anzi la sua corsa

Fini: "Il processo breve non è la riforma della giustizia." In effetti la smantella.




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SOCIETA'
24 novembre 2009
Lo famo strano?

Preparativi macchinosi ed estenuanti, d’improvviso anche i più risoluti e decisi sembrano sbriciolarsi di dubbi di fronte alla scelta delle bomboniere, del vestito per la cerimonia, del ristorante e ovviamente del viaggio di nozze. E così che vedi persone a te care, normalmente serene e gioviali, essere attraversate dal puro terrore e da crisi di panico distillato in richieste di rassicurazioni ovunque sia possibile raccattarle. I matrimoni son da sempre considerati eventi solenni, mesi e mesi di preparazione per andare in scena il giorno fatidico e buona la prima.

LE AGENZIE - A salvare i promessi sposi dai travagli dell’odissea dell’impeccabile pianificazione di un matrimonio giungono le ormai consolidate wedding planners, agenzie specializzate, novelle fate turchine che promettono di realizzare qualunque desiderio. E pare che i desideri e le richieste di chi decida di convolare a giuste nozze stiano sempre di più trasformandosi in una sorta di orge folcloristiche, sofisticate celebrazioni esotiche e stravaganti che declassano inevitabilmente l’ormai rituale Las Vegas. Pure perversioni, considerando che in molti casi la celebrazione di questi riti insoliti non ha alcuna validità legale, vabbè certo è la divinità dell’amore che ne consacra il vincolo. Se ricordate il film Viaggi di nozze di Carlo Verdone e v’era sembrato un azzardo parodistico il matrimonio di Jessica e Ivano e l’eccentrico tour della luna di miele tra alberghi, discoteche e sesso estremo siglato dall’ormai celebre “lo famo strano!”, dovrete ricredervi perché si sa che la realtà scrive copioni più originali, ma spesso poco conosciuti.

MATRIMONIO IN PARADISO - Il web non s’è fatto attendere al richiamo dell’ultimo trend nuziale e così in rete i wedding planners spuntano come funghi e s’affollano e si spintonano facendo a gara a chi offre di più, lì dove osano gli sposi audaci. Una di queste agenzie altamente specializzate è la Wedding in Paradise che promette il giro del mondo in 20 giorni, nonché nozze subacquee in Belize ed Australia. Il pezzo forte però in verità sono i matrimoni per nudisti sulle spiagge assolate della Giamaica, pare che queste celebrazioni però destino lo scandalo e la disapprovazione della chiesa protestante del luogo per cui prima di prenotare meglio pianificare anche un’ipotetica fuga e messa in salvo. L’evergreen del matrimonio folcloristico per eccellenza resta sicuramente quello in abiti tradizionali su isole tropicali che sembrano avulse dal mondo contemporaneo, tutte mare, sole e annebbiamento dei sensi. Tra le più quotate sicuramente ci sono le Isole Fiji, che si prestano alla rappresentazione fedele del matrimonio di folclore ricercato, curato in ogni piccolo dettaglio, a presidiare il giuramento di amore eterno guerrieri fijiani in impeccabile costume tradizionale, decorazioni floreali degne di Laguna blu, candele e in sottofondo musica tipica del luogo e il rumore del mare. In genere si tratta di coppie giovani che prediligono l’alternativa esotica per la solenne celebrazione. «Per il nostro matrimonio volevamo una cerimonia diversa dal solito. Dopo aver consultato vari siti internet siamo rimasti affascinati dal rito celebrato alle Fiji e abbiamo deciso di fare questa follia: abbiamo prenotato il viaggio con un’agenzia che ha curato tutti i dettagli, abbiamo invitato gli amici più stretti e siamo partiti. È stata una cerimonia bellissima», così Marco e Teresa reduci dall’esperienza nuziale alle Fiji. In quel di Bora Bora, nella Polinesia Francese la Wedding in Paradise propone la cerimonia Te Ruaù, granelli bianchi di sabbia ricoperti da fiori e palme di cocco, testimone d’eccezione il monte Otemanu e le acque raggianti della laguna.

STRAVAGANZE - Sul sito dell’agenzia viene specificata meticolosamente ogni fase della celebrazione «Il maestro di cerimonia vestirà gli sposi con il tradizionale pareo e porrà sulle loro teste corone di fiori freschi. Ciascuno degli sposi arriverà sulla spiaggia separatamente a bordo di tradizionali canoe decorate con corone di fiori, mentre dolci canzoni polinesiane saranno cantate sulla spiaggia in loro onore e un gruppo di danzatrici si esibirà in un sensuale ‘Tamure». So già che molti di voi si staranno concentrando sulle danzatrici, ad ogni modo il maestro di cerimonia, un buontempone, non si limiterà a benedire la stravaganza degli sposi, gli rifilerà anche un nuovo nome tahitiano che qualcuno provvederà solerte a trascrivere su di una foglia di tapà. Li accompagneranno nel nido d’amore, un bungalow, dove ad aspettarli ci sarà un letto cosparso di petali e un vassoio di frutta esotica e il resto non ci è dato sapere.

Per chi scegliesse come meta la Thailandia, il sito dell’agenzia consiglia Muang Samui. Si dia fiato alle trombe, così di primo mattino il corteo festante, nello stile delle migliori bande di paese, scorta la coppia pronta a suggellare il patto d’amore dinnanzi ad un monaco buddista. Gli sposi offriranno, come prevede il rituale, frutti ed elemosine ad evocare la buona sorte e a completare i festeggiamenti un degno banchetto nuziale.

IN ORBITA - Piccolo particolare, il matrimonio non sarà riconosciuto valido in Italia. Molti rigettano l’idea del matrimonio tradizionale e trovano rifugio in alternative sempre più estreme ed insolite, capita poi che ci sia chi per veder accettare la propria proposta di matrimonio cerchi di accontentare la partner esigente che infine capitola. «L’idea di sposarci alle Isole Samoa è nata un pò per scherzo – racconta Giulia – eravamo in un pub con con degli amici e si parlava di matrimoni. A un certo punto dissi che mi sarei sposata solo se il mio pretendente mi avesse portato alle Isole Samoa. Dopo un mese Stefano, il mio attuale marito, mi consegnò un biglietto aereo con un anello, chiedendomi di sposarlo. Ci siamo imbarcati e ci siamo sposati lì, dove abbiamo fatto anche il viaggio di nozze. È stata un’esperienza bellissima». Forse però la trovata di Viaggidinozze.net le batte tutte, spara i piccioncini in orbita facendogli pronunciare il sì superando le correnti gravitazionali, come suggerisce Battiato. «Una navetta russa in partenza da Mosca porta nella stratosfera i promessi sposi, con tanto di testimoni di nozze e sacerdote al seguito, per un massimo di dieci partecipanti. E spegnendo i motori all’improvviso crea un vuoto gravitazionale che permette alle coppie di scambiarsi le fedi fluttuando nell’aria». Anche il freddo seduce gli sposi impavidi e così risultano in aumento anche le richieste di hotel realizzati interamente in ghiaccio, nello stile di quelli lapponi, solo che si trovano in Svizzera e quindi meta più accessibile per gli italiani intenzionati a provare brividi insoliti. Se fosse vero quanto affermato da Arthur Scopenhauer, ossia che “sposarsi significa fare il possibile per venirsi a nausea reciprocamente”, prenotare un viaggio di nozze estremo può essere un buon viatico.

Anna Esposito da Giornalettismo




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CULTURA
24 novembre 2009
Desideri


A bei corpi di morti scampati alla vecchiaia,

chiusi tra il pianto in mausolei preziosi
-
rose sul capo e gelsomini ai piedi-
somigliano i trascorsi desideri

rimasti irrealizzati, senza che meritasse alcuno

una notte di piacere, o un mattino splendido.

              Costantino Kavafis

Max Gazzè, L'amore pensato, La Favola di Adamo ed Eva, 1998




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POLITICA
23 novembre 2009
Le armi della fede
 
Il segretario di Stato Vaticano, Cardinal Tarcisio Bertone: "La politica deponga le armi."
Mi si perdoni la reminiscenza del tutto involontaria e pretestuosa:
"L’istituto di credito tedesco Pax-Bank, il cui codice etico è ispirato al magistero cattolico, ha investito 578 mila euro in azioni della società inglese Bae Systems, che produce armi, e 160 mila euro nella società Wyeth, che produce invece pillole contraccettive. L’ha scoperto il quotidiano Der Spiegel, in seguito ringraziato dalla banca stessa per aver portato alla luce il caso."



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SOCIETA'
22 novembre 2009
Cinque minuti di celebrità


Irrefrenabile il desiderio di sentirsi al centro della scena, di un riflettore puntato tra gli occhi  come un revolver carico. Il web è divenuto la protesi più comoda per pascere noia, frustrazioni e sentimenti mediocri di vario genere assortiti di gran parte di questa porzione di mondo.
La paranoia galoppa nelle verdi praterie del contado virtuale allevata da chi ha tempo e tedio da distribuire a larghe mani.  C'è chi si diletta a rovistar su Google, come s'usa tra i bidoni in strada, chi tampina la signorina come fosse appoggiata al bancone di un bar e non aspettasse altro, chi è convinto d'essere Napoleone e chi Eugenio Montale, chi Jessica Rabbit e chi Mata Hari. Poi dicono che è la religione l'oppio dei popoli.



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POLITICA
21 novembre 2009
Politica sull'immigrazione



Contrassegna con una X la stronzata che preferisci


   Fini: "Stranieri diversi? Stronzo chi lo pensa."


  Calderoli: "Stronzo chi illude."


 




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SOCIETA'
21 novembre 2009
Propositi nuziali


Sposare il mostro del Circeo, se sopravvivi fai carriera.



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DIARI
21 novembre 2009
Epigrafe


Fu abile manipolatore del reale e dell'immaginato.

La vita gli si impigliò tra le viscere, gonfie e prossime alla deflagrazione ultima.
S'intratteneva lanciando parole come sassi contro finestre accese, poi le indossava come  rare pellicce di poeti estinti.
Lo incontrai o forse fu l'ombra d'un uomo che vidi.



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CULTURA
19 novembre 2009
Elogi


A poesia está guardada nas palavras,
è tudo o que eu sei.
Meu fado è de não entender
quase tudo.
Sobre o nada eu tenho profundidades.
Não cultivo conexões com o real.
Para mim poderoso não è aquele que descobre ouro.
Poderoso para mim è aquele que descobre as insignificâncias:
do mundo e as nossas.
Por essa pequena sentença
me elogiaram de imbecil.
Fiquei emocionado e chorei.
Sou fraco para elogios.

La poesia è nascosta nelle parole,
è tutto quello che so.
Il mio destino è non capire
quasi nulla.
Sul niente possiedo profondità.
Non coltivo connessioni con il reale.
Per me forte non è chi scopre l'oro.
Forte per me è chi scopre cose insignificanti:
del mondo e nostre.
Per questa piccola frase mi hanno eletto imbecille.
Mi sono emozionato e ho pianto.
Ho un debole per gli elogi.

Manoel do Barros




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CULTURA
15 novembre 2009
In fondo al labirinto

 

Je me souviens: tous passaient en courant
dans le couloir du métro, à gauche, à sroite,
tirant tirés, pressés pressant, et comme
dévorés par leur ombre. Ils couraient
les uns contre les autres, même visage même
nuit, et chacun était la nuit de l’autre
et tous comme les oiseaux foudroyés
que la tempête entraîne
vers l’étrave des forêts mortes, tous
comme un seul s’enfonçaient en eux-mêmes
dans ce grenier encombré de gravats
et de mort, ou trône en triomphe
le grand miroir blanc des aveugles.

Mi ricordo: tutti passavano di corsa
nel corridoio del metrò, a destra a sinistra
tirando tirati, pressati pressando, e come
divorati dalla loro ombra. Correvano
 
gli uni contro gli altri, stesso viso stessa
notte, e ciascuno era la notte dell'altro
e tutti come uccelli folgorati
che la tempesta trascina
 
verso la prua delle foreste morte, tutti
come un uomo solo sprofondavano in se stessi
in questo granaio ingombro di calcinacci
e di morti, dove troneggia e trionfa
 
il grande specchio bianco dei ciechi. 

Guy Goffette, In fondo al labirinto, da Un mantello di fortuna, 2001




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POLITICA
13 novembre 2009
Crocifissi e crocifissati

Le tradizioni italiane sono in pericolo, s’adunino le folle. Sarà forse stato questo il nobile movente che ha spinto alcuni militanti di Lotta Studentesca, vicini al gruppo di Forza Nuova, a fare irruzione ieri nella sede romana dei Radicali inchiodando crocifissi e seminando volantini di propaganda oltreché panico. Già perché la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, in accoglienza di un ricorso presentato da una cittadina italiana, ha stabilito che «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Ma cosa può importare ad un italiano ciò che stabilisce un la Corte europea di fronte al dramma collettivo che va in scena in questi giorni: la perdita delle tradizioni?

Basterebbe ascoltare il profetico ministro della difesa Ignazio La Russa che durante la trasmissione La vita in diretta, in onda su Raiuno, ha dichiarato a più riprese la sintesi eloquente del suo pensiero riguardo alla possibilità eventuale di rispettare la sentenza di Strasburgo: «Possono morire, ma il crocifisso resterà nelle aule. » Molti gli esponenti politici che si sono strenuamente espressi affinché il crocifisso rimanga presente in tutte le aule scolastiche, sta lì in angolo non disturba la lezione, non fa mai assenze ingiustificate e lasciamolo dov’è. Non trascurabile l’interessante posizione di Pierluigi Bersani, novello segretario del Pd: «Io penso che su questioni delicate qualche volta il buon senso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che antiche tradizioni come quella del crocifisso non possano essere offensiva per nessuno». Così s’espresse anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini «Come governo non condividiamo affatto l’assunto della sentenza: è un pronunciamento del tutto insensato che offende i popoli e le nostre tradizioni». Insomma dalle dichiarazioni emerse si evince che le sentenze della corte europea sono opinabili e che le tradizioni sono la nostra fonte primaria e fondamentale del diritto.

E se son le tradizioni che contano e se il crocifisso è una tradizione per i cattolici e se tutti abbiamo diritto ad avere le proprie a qualcuno è venuto in mente su Facebook di creare un gruppo per chiedere “La pizza margherita in aula è un simbolo della nostra tradizione». Il risultato? Circa 9.000 iscritti. Insomma se il laico a cui la corte europea riconosce il diritto di seguire le lezioni in un aula dove non vi sia alcun simbolo religioso deve tollerare la presenza del crocifisso perché la più alta espressione delle tradizioni del popolo italiano, quest’ultimo avrà pur il diritto di vedere rappresentate anche le tradizioni che sente a sé più vicine? Ebbene no. Infatti il gruppo dei sostenitori della pizza Margherita è stato prima chiuso dai gestori della piattaforma, il motivo è “vilipendio contro la religione cattolica”. Il gruppo è stato poi riaperto, ma miracolosamente il nome del gruppo è mutato e i 9.000 iscritti si sono ritrovati a condividere un irrefrenabile desiderio: “Vorrei baciare una persona dal vivo tra i miei contatti fb”. Le reazioni degli iscritti non si sono fatte attendere: Maurizio Mei: Mi sono iscritto ad un gruppo totalmente diverso e trovo vergognoso che mi iscriva d’ufficio a questo. Chi lo amministra, con quale autorità e perchè? E dov’era lo scandalo nel gruppo precedente? E perchè non si cancellano gruppi come “tu stacchi il crocifisso io ti stacco le mani”? Vergognatevi”. Cecilia Brugnoli: Faccio l’insegnante, sono pacifica, moderata e quando ci vuole anche nicodemista. Ma ora mi avete sbriciolato i nervi. Intendo FODERARE la mia aula di Pizze, Amari Lucani, Lambrette e reliquie di muro di Porta Pia. Tutti simboli della nostra tradizione.

E allora diciamo francamente che a contare realmente sono solo le tradizioni cattoliche e che i laici sono la minoranza da far soccombere e intimidire al di là d’ogni diritto e buon senso. Così il crocifisso, che ai più ingenui pareva un evidente simbolo religioso, dopo la sentenza di Strasburgo pur di farlo rimanere inchiodato al suo posto è divenuto una tradizione imprescindibile. E le tradizioni vanno rispettate e imposte se necessario. E così giunge la notizia che la famiglia che aveva presentato l’istanza alla corte europea di Strasburgo per la rimozione del crocifisso è stata minacciata, con corredo di manifesti offensivi con i volti di tutti i componenti della famiglia che osò sfidare la hubrys, chiedendo lo schiodamento del crocifisso, quest’ultima idea geniale del sindaco leghista di Cittadella Bigonci che ha anche ripetutamente chiesto al sindaco di Albano la revoca della residenza immediata. A Offagna invece, in provincia di Ancona, chiunque venga sorpreso con le manine intento a toglier crocifissi in aule ed uffici pubblici, pubblici per così dire via, incorrerà nel pagamento di una multa di ben 500 euro, questo quanto stabilito La all’unanimità dal consiglio comunale della cittadina assai devota. Stessa decisione è stata presa dal sindaco di Ostra Vetere, Massimo Bello, che anzi si ripromette di inchiodarne in quei luoghi ove ancora non ve ne sia uno in bella mostra. I diritti dei laici non devono essere in conflitto con le tradizioni cattoliche dello Stato italiano. Le tradizioni dei laici non devono essere in conflitto con le tradizioni cattoliche dello Stato italiano. E i laici andassero a farsi crocifiggere.

Anna Esposito da Giornalettismo




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POLITICA
11 novembre 2009
Influenza A

 
NESSUN ministro si è vaccinato. Eppure godrebbero della precedenza.
Immunità non immunizzazione.



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SOCIETA'
9 novembre 2009
Nightlight: la parodia di Twilight che fa arrabbiare i bimbi

Son lontani i tempi in cui le donne languivano per l’attesa del Principe Azzurro, l’uomo inamidato dalle infinite virtù disposto a pugnare fino all’estremo sacrificio pur di stringere tra le braccia la sua damina di raso e merletti. Lo dimostra l’ultimo fenomeno letterario che ha conquistato orde di adolescenti americani e non solo, una saga dark uscita dalla penna e dalla fantasia della scrittrice Stephenie Meyer, Twilight. Il primo libro della serie fece la sua comparsa in America nel 2005 e giunse in Italia ad un anno di distanza, il successo fu immediato, gli ingredienti indispensabili un amore impossibile, ovviamente, tra due teenagers, la timida Bella e lo schivo Edward.
 
UNA TRAMA APPASSIONANTE -Tutto ebbe inizio quando lei costretta a lasciare la luminosa Phoenix si trasferirà nella piovosa Forks nello stato di Washington per vivere con suo padre Charlie e lasciare libera sua madre, Renée, di viaggiare con il nuovo marito Dwyer, un giocatore di baseball di serie B. Dovrà affrontare le difficoltà d’adattarsi alla malinconica estraneità del mondo che la circonda, che trova noioso. Bella incontrerà Edward il suo primo giorno nella nuova scuola, i due dopo un andirivieni di iniziale diffidenza cominceranno a provare un’insolita attrazione. Il problema è che Edward non è il solito adolescente problematico e acneico, ma bensì un vampiro. Le appassionanti vicende di un amore avversato dal vampirismo hanno fatto talmente presa sul pubblico imberbe giovanile che i film ispirati ai libri della saga hanno sbancato i botteghini, ultimo dei quali New Moon, uscirà nelle sale italiane il 18 novembre. Per capire la portata dell’isteria collettiva generata da Twilight basti pensare all’invasione di gadget d’ogni forma e genere che richiamano alla tormentata storia d’amore tra la bella fanciulla e il vampiro, ultimo quello messo in vendita dalla Mattel, Ken dai tratti gotici che brama il collo di Barbie, dalle fattezze della protagonista Bella, per poterne suggerne sangue.
 
… E ORA ANCHE LA SATIRA - Dopo l’imbarazzante successo dei libri e della loro trasposizione cinematografica, a confermarne la consacrazione, dal 3 novembre è arrivata in tutte le librerie italiane l’ultima fatica irriverente dell’Harvard Lampoon, prestigiosa rivista letteraria americana, dal titolo Nightlight. Tra le più famose menti creative dell’Harvard Lampoon basti citare William R. Hearst e John Updike, scomparso di recente. Alcuni forse però ricorderanno la loro parodia più famosa, quella che s’ispirava ad un’altra saga letteraria divenuta un cult per gli appassionati del genere, Il Signore degli anelli di Tolkien o per meglio dire Il Signore dei tranelli (“Bored of the Rings”) che risale al lontano 1969. Nightlight, lì dove osa la parodia d’autore. Ecco che la protagonista Isabella Swann, Bella per parenti e vampiri, diventa Bella Goose ( "goose" in inglese "oca") ed Edward Cullen diviene Edwart Mullen. “Fu allora che lo vidi. Era seduto da solo ad un tavolo, senza mangiare. Aveva un vassoio intero di patate al forno di fronte a lui e non ne aveva ancora toccata nessuna. Come avrebbe potuto un essere umano resistere a tutte quelle patate al forno? Ancora più strano, lui non si era accorto di me, Belle Goose, futuro premio Oscar.” Fin dall’inizio alla ragazza paiono chiari gli indizi della stravaganza di Edwart, ma si sa che all’amor non si comanda. "Di tre cose ero del tutto certa. Primo, Edwart  era verosimilmente il compagno della mia anima, forse. Secondo c'era una parte vampiresca di lui - che presumo fosse estremamente fuori dal suo controllo - che mi voleva morta. E terzo desideravo incondizionatamente, irrevocabilmente, ermeticamente, eterogeneamente, ginecologicamente e disonorevolmente che mi avesse baciato."
 
SO’ RAGAZZI, BISOGNA CAPIRLI -Inutile star lì a storcere il naso, siamo stati tutti adolescenti alle prese con la sindrome d’innamoramento, tutte abbiamo desiderato disonorevolmente d’essere baciate dall’Edwart di turno. E poi il fascino del vampiro colpisce particolarmente l’immaginario erotico delle donne moderne e disinibite d’oggi. L’uomo pallido, quasi marmoreo, il bello e maledetto che parla poco cosicché tu possa immaginarlo anche intelligente e che quando meno te l’aspetti ti morde il collo, si sa che l’imprevedibilità è un’arma di successo in tali faccende amorose.  
“Era muscoloso, come un uomo che avrebbe potuto fissarti alla parete come un poster, ma magro, come un uomo avrebbe preferito cullarti tra le sue braccia.  Lui aveva capelli rossastri, biondo castani curati da eterosessuale. Sembrava il più vecchio tra i ragazzi nella stanza forse non vecchio come Dio o mio padre, ma certamente un buon sostituto.  Immagina di aver raccolto l’idea che ogni donna ha di un ragazzo attraente e aver trovato un uomo che ne è la media. Quell'uomo era lui.”  Insomma il vampiro, l’uomo che non c’è.

Anna Esposito da Giornalettismo




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POLITICA
6 novembre 2009
La matematica è un'opinione

I numeri che dà Berlusconi: «Noi il sesto Paese più ricco (al mondo)».

I numeri della classifica europea dell'evasione fiscale: Siamo al primo posto, con il 51,2% del reddito imponibile non dichiarato.




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DIARI
5 novembre 2009
Crocifiggimi




Balze, risacche e quieto vivere
affondano chiodi nella carne.
Dio, dolore, amore, perversione.

Arcangelo Corelli, Sonata "La Follia" for Violin and Basso Continuo in D Minor




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POLITICA
3 novembre 2009
Morire di carcere

Potrebbero sembrare piccoli vagoni di un treno addossati e ammucchiati, di quelli che spereresti potessero ripartire da un momento all’altro, finiscono per essere solo dei contenitori di materiale antropomorfo altamente pericoloso. Le celle delle carceri si stanno restringendo fino all’implosione, una di quelle emergenze scomode più facile da ignorare che risolvere. Tra le budella di queste voragini ci si smarrisce fino a morirne. In costante aggiornamento il bollettino dei suicidi, numeri che s’aggiungono ad altri numeri, l’ultimo è accaduto a Verona, Domenico Improta, appena 29 anni è riuscito ad evadere nell’unico modo che gli è riuscito, impiccandosi. Prima ancora la brigatista Diana Blefari Melazzi, accusata dell’assassinio di Marco Biagi, si è impiccata nel carcere di Rebibbia approfittando della distrazione della polizia penitenziaria. Così i suicidi salgono a 61 dall’inizio dell’anno a fronte dei 300-400 tentati suicidi registrati nello stesso periodo, 20 in più rispetto al 2008.

NUMB3RS – In totale i decessi dall’inizio del 2009 sono stati 146, secondo i dati riportati dall’Associazione «Ristretti Orizzonti» per il dossier «Morire di Carcere». Questi vagoni di cemento armato viaggiano alla media di 150 morti all’anno dal 1992, un terzo dei quali suicidi, la restante parte per difficili “cause da accertare”, ad esempio cadute accidentali, come per il caso di Stefano Cucchi, autolesionismi, scioperi della fame, violenze difficili da giustificare che finiscono nell’oblio di una porzione di mondo che sembra sospeso al di là di ogni legalità o diritto. I suicidi riguardano prevalentemente i detenuti più giovani, due dei dieci morti di carcere del 2009 che si sono suicidati avevano solo 19 anni. Non si muore per malattia in carcere, ma per disperazione. Ad aumentare la percentuale di suicidi le difficili condizioni del carcere duro (art. 41 bis) nei cui gironi infernali l’umanità tende a raggiungere il grado zero. La polizia penitenziaria diventa essa stessa parte di quella dannazione, di quel supplizio, costretta a turni anche di 12 ore, carnefici e vittime finiscono per confondersi i ruoli. Emblematico ed inquietante il contenuto della registrazione di un dialogo tra due guardie carcerarie del penitenziario di Castrogno, riportato sul quotidiano di Teramo e provincia, La Città. «Abbiamo rischiato una rivolta eccezionale, una rivolta… » così una delle due voci mentre di risposta l’altra cerca di mostrarsi all’oscuro dell’accaduto. E ancora il primo ribadisce: «Ma se lo sanno tutti, in sezione un detenuto non si massacra, si massacra sotto». Ciò che è grave dunque non è l’aver massacrato di botte un detenuto, ma l’averlo fatto in presenza di potenziali testimoni.

REGOLE – Peccato che l’articolo 13, comma 4, della Costituzione punisca ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà mentre l’art. 27 sancisca che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. «Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto…». Il caso in questione è oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte della radicale Bernardini che ha chiesto al Ministro della Giustizia Angelino Alfano l’accertamento delle responsabilità sulle presunte violenze avvenute nel carcere di Castrogno. Se le brutalità e le violenze che avvengono in carcere non siano solo casi isolati, ma una sinistra prassi usata dalla Polizia Penitenziaria questo è l’interrogativo che suscitano i dati emersi dal dossier «Morire di carcere» e gli ultimi episodi di cronaca. E indubbio che il sovraffollamento delle carceri renda l’esasperazione di quei luoghi insostenibile, talvolta aggravato dalla carenza di figure professionali, come educatori e psicologi. Il popolo dei detenuti in Italia, stando ai conti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia, ammonta a 64.979 unità, rispetto ad una capacità delle strutture di accoglierne circa 43.000. E sono dati che tendono ad aggravarsi considerando che a fronte dell’aumento costante dei detenuti, a diminuire per effetto dei tagli della Finanziaria sono gli agenti di polizia penitenziaria che dall’inizio dell’anno sono passati da 39.156 a 38.549 negli ultimi mesi, con una scopertura dell’organico del 15% , percentuale che in talune regioni è anche più allarmante.

COSA FARE? – Se non verranno presi dei provvedimenti sull’emergenza del sovraffollamento delle carceri nel 2012 il trend costante di crescita della popolazione carceraria potrebbe raggiungere la cifra record di 100.000 detenuti, con un  gap di oltre 40.000 posti letto in più rispetto alla capienza limite. «Oltre il tollerabile» infatti è il titolo del Sesto rapporto sulle carceri dell’Associazione Antigone. Oltre a mettere in evidenza la difficile condizione di sovraffollamento e degrado il rapporto avanza una proposta di legge composta da tre articoli: 1) abrogazione della norma della legge sull’immigrazione che prevede la carcerazione per chi non ottempera all’obbligo di espulsione; 2) abrogazione dell’articolo 73 della legge sulle droghe che prevede pene severe per lo spaccio di sostanze stupefacenti; 3) abrogazione delle norme della legge ex Cirielli che prevedono inasprimenti di pena e esclusione dai benefici per i recidivi. Una legge che consentirebbe, in attesa della costruzione di nuovi istituti di pena sul territorio, un provvisorio tampone per l’insostenibilità dell’attuale emergenza in atto.

Anna Esposito da Giornalettismo




permalink | inviato da vulvia il 3/11/2009 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
CULTURA
1 novembre 2009
Alda Merini (21 marzo 1931- 1 novembre 2009)

Del tutto ignari della nostra esistenza
voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti,
e delle nostre squallide ferite
voi fate un balsamo per le labbra di Dio.
Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli,
né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio,
ma c'è una linea di infelicità come di un uragano
che separa noi dalla vostra siepe.
Voi entrate nell'uragano dell'universo
come coloro che si gettano nell'inferno
e trovano il tremolo sospiro
di chi sta per morire
e di chi sta per nascere.


    Alda Merini, La carne degli angeli




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