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So it goes



Le ore non passavano mai. Qualcuno giocava con gli orologi, e non solo con gli orologi elettrici, ma anche con quelli a molla. La seconda lancetta del mio orologio ebbe uno scatto, e passò a un anno, poi ebbe un altro scatto. Non c'era niente da fare. Come abitante della Terra, dovevo credere a tutto quello che dicevano gli orologi...e i calendari. Avevo con me due libri che pensavo di leggere in aereo. Uno era Parole al vento di Theodore Roethke, ed ecco cosa vi trovai: 

I wake to sleep, and take my waking slow.
I feel my fate in what I cannot fear.
I learn by going where I have to go.
 
L'altro libro era Céline e la sua visione di Erika Ostrovsky. Céline fu un coraggioso soldato francese durante la Prima guerra mondiale, finché non gli spaccarono il cranio. Dopodiché non riusciva più a dormire e sentiva dei rumori nella testa. Diventò medico, e di giorno curava la povera gente, per tutta la notte scriveva romanzi grotteschi. L'arte non è possibile senza una danza con la morte, scrisse. 

La verità è morte, scrisse. Io l'ho combattuta per bene finché ho potuto...ho ballato con lei, l'ho ornata di festoni, le ho fatto fare giri di valzer...l'ho decorata di nastri...l'ho solleticata.

              Kurt Vonnegut, Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini, 1969

Pubblicato il 2/3/2011 alle 1.0 nella rubrica Arte distillata in versi.

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